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La Morte |
| Ahimè, è la pagina che più rincresce scrivere, ma dev'essere
ugualmente trattata in quanto sussiste grazie alla sua figura contraria. E' uno dei
maggiori argomenti trattati dai filosofi più importanti che hanno
accompagnato, e accompagnano tuttora, i nostri studi e le nostre riflessioni. A lei, la nera signora, le si potrebbe attribuire un nome generico giusto per alludere ad essa senza mai citarne nome: perchè non sei seguire l'esempio del Manzoni! Chiamiamola pure "L'Innominata". Eccola arrivare senza preavviso e andarsene lasciandosi addietro una tra le peggiori tracce presenti sulla terra: la sofferenza, dalla quale non c'è scampo, dalla quale nessuno può salvarsi se non chi dentro i ricordi più cari si rifugia, facendo tesoro delle esperienze vissute e portando la propria mente un po' addietro nel tempo. Oltre che seminare sofferenza, come detto in precedenza, L'Innominata semina anche rabbia e rancore, rabbia per non aver sfruttato ogni singolo secondo, rabbia per non aver fatto tesoro degli infiniti minuti spesi ad aspettare al lato guida colei anima la quale ora giace nei ricordi delle persone da lei colpite per la sua bontà d'animo, per il suo sorriso, per la sua maturità nel prender pesino le più banali decisioni , ma soprattutto nel modo in cui soleva viver la propria vita: con la sua sempre pronta determinatezza ricca di precoce maturità. E che dire degli inutili "rimandamenti " : troppe volte la promessa di andar insieme, magari anche con la compagnia della "ciurma", a divertirci movendo il corpo al ritmo di quella che è la più comune causa di sordità e adescamenti degli adolescenti inesperti e non troppo maturi. Carpe Diem, sempre. Perchè non puoi mai sapere fino a quando avrai al tuo fianco colei anima la quale credi non possa essere abbattuta nemmeno da una dinamite, data la robustezza del suo hardware e la determinazione al fine di ciò che non ha sfondo malefico. Cogli l'attimo, diamine! Se devi dire qualcosa a qualcuno dilla nel momento in cui ti passa per la testa. Non rimandare, non aspettare che ti passi una seconda volta per la mente: potrebbe essere troppo tardi. Il tempo non aspetta: per il semplice motivo che, in quanto stupida creazione dell'uomo e non divina, è soggetta alle cause naturali, non modificabili dall'intervento di colui il quale presume esser razza superiore, specie ultima e inestinguibile. |